14.06. - 11.10. 2009
Il 1943 segnò la fine dell'ascesa dei gelatieri italiani in Germania. Dopo la caduta di Mussolini la coalizione italo-tedesca collassò. Gli amici si trasformarono in nemici. Molti gelatieri vendettero le proprie gelaterie e tornarono in Italia. Altri depositarono l'inventario dei loro negozi presso conoscenti, per poi poter ricominciare velocemente dopo la guerra, sperando che questa finisse presto. Durante i bombardamenti sulle città della regione della Ruhr negli ultimi anni di guerra furono distrutte numerose gelaterie.
Gli anni Cinquanta e Sessanta segnarono il culmine dello sviluppo delle gelaterie italiane in Germania. La ricostruzione ed il boom economico incrementarono la richiesta. Molte gelaterie riaprirono dotate della tecnica più moderna. Solo a Dortmund alla metà degli anni Sessanta c'erano più di trenta gelaterie italiane. Unendo il fascino di un'atmosfera italiana ad un design moderno riflettevano lo spirito del tempo e divennero luoghi di ritrovo molto ricercati soprattutto per i giovani. Nelle canzoni di successo e nei film di questo periodo l'Italia era un tema molto amato e la prima vacanza all'estero significava per molti tedeschi andare in Italia. Le gelaterie italiane offrivano questa vacanza per così dire dietro casa.
Fino agli anni Cinquanta la maggior parte delle gelaterie in Germania offriva solamente un massimo di cinque varietà di gelato: vaniglia, fragola, cioccolato, limone e caffè. Un decennio più tardi l'offerta si era quadruplicata. In questo i gelatieri italiani si adeguarono ai gusti della clientela tedesca. Mentre in Italia era molto amato soprattutto il gelato alla frutta, le gelaterie in Germania offrivano sempre più il gelato al latte lì molto richiesto. Oggi molte gelaterie hanno nel loro assortimento più di 30 gusti diversi, tra questi anche gusti stravaganti come il gelato ai fiocchi d'avena o qualità speciali per diabetici.
Fino agli anni Settanta poche case nelle valli delle Dolomiti disponevano di un collegamento telefonico. Si facevano telefonate dalla posta o dalle trattorie dei paesi. Soprattutto i bambini soffrivano a causa della lunga separazione dai genitori.
Pellicce invece che gelato al pistacchio - Gelatieri in inverno
Molte aziende di vecchio stampo per la produzione di gelato hanno problemi nel reperire giovani leve. I figli dei gelatieri spesso non vogliono assumersi l'onere di un lavoro stagionale logorante e difficile. Molti aspirano a professioni molto qualificate e trovano simili posizioni in Italia. Nel frattempo molte "gelaterie italiane" non vengono più gestite dai gelatieri, ligi alla tradizione, provenienti dalla Val Zoldana o dalla Val di Cadore, bensì da tedeschi o immigrati originari di altre regioni d'Europa.
Aktuelles
Hier finden Sie einen Link zu einem Interview des WDR mit der Fotografin Brigitte Kraemer zur Ausstellung "Im Guten Glauben"! Interview 16.4.2013
Veranstaltungen zur Ausstellung "Zum Wohl"
Mo, 20.5., 14 Uhr
„Kaffeeklatsch“. Führung durch die Ausstellung „Zum Wohl“ mit Gespräch bei Kaffee und Kuchen. Anmeldung unter Tel. 0234 6100-847. Kosten: 5 € pro Person.
Do, 6.6., 19 Uhr
„Vom Wasserhäuschen zur Seltersbude“. Trinkhallen im Ruhrgebiet. Vortrag von Dietmar Osses
Veranstaltungen zur Ausstellung
"Im guten Glauben"
Sa, 25.5., 10-12 Uhr
Exkursion zur Dibit Merkez Moschee in Duisburg-Marxloh mit Führung und Diskussion. Anmeldung erforderlich unter: 0234 6100-874. Kostenfrei!
So, 2.6., 12-14 Uhr
Exkursion zur Jüdischen Gemeinde Bochum - Herne - Hattingen mit Führung durch die Synagoge Bochum. Anmeldung erforderlich unter: 0234 6100-874. Kostenfrei!
So, 9.6., 11-13 Uhr
Museums-Matinee: Einblicke in die Glaubenswelten des Ruhrgebiets. Die Herner Fotografin Brigitte Kraemer im Gespräch mit Museumsleiter Dietmar Osses
Do, 20.6., 19-20 Uhr
Vortrag: Zuwanderung als Glaubenssache - Religiöse Vielfalt im Ruhrgebiet. Die Historikerin Angelika Müller gibt am Beispiel von fünf Familien aus Marl Einsichten in den Glauben verschiedener Religionen und Generationen von Zuwanderen im Wandel der Zeit.